sabato 14 luglio 2012

non sottovalutare le conseguenze dell'amore / 6

vagare per giardinetti e parchi alla ricerca di una panchina che possa capirti.

venerdì 13 luglio 2012

non sottovalutare le conseguenze dell'amore / 5

synecdoche, new york. la donna sceglie di abitare in un appartamento che sta lentamente andando a fuoco, sapendo cosa succederà; convive con l'incendio per anni, finché il fumo la uccide.

giovedì 12 luglio 2012

non sottovalutare le conseguenze dell'amore / 4

quell'improvvisa e feroce necessità, immediata, di cambiare il rubinetto in cucina che goccia da mesi, di incollare le due piastrelle sollevate in terrazzo dall'ultima gelata, di sbrinare il freezer.
di lavare le finestre quando piove.

mercoledì 11 luglio 2012

non sottovalutare le conseguenze dell'amore / 3

ascoltare cover dei rolling stones con la batteria troppo alta che sovrasta tutto il resto.
tutto il resto.

martedì 10 luglio 2012

non sottovalutare le conseguenze dell'amore / 2

metto il salvaschermo con le costellazioni e i pianeti e le nebulose e i satelliti e.
vado a sdraiarmi sul divano, e lo guardo da lì. da lontano. ogni stella.
dura quindici minuti. poi passa allo schermo nero. e io mi addormento.
pace. riposo. è guardare le stelle e poi il buio.

lunedì 9 luglio 2012

sabato 30 giugno 2012

cucchiaino

(5 6 2 13)
mezzo minuto di raccoglimento.

(la soluzione dell'esposto, cosa sono io per te, è, un gioco con cui vuoi giocare finché non esiste.
io per te vado bene per gioco, per finta, per licenza poetica.
ma nella realtà non posso esistere.
e questo è il motivo per cui ora non sei qui.
è così semplice).

giovedì 31 maggio 2012

giochi

gli enigmisti non vincono. in quasi tutti i giochi si vince o si perde. l’enigmistica non prevede vittoria o sconfitta, l’enigmista non vince e non perde, l’enigmista o risolve, o non risolve. e anche quando non risolve, semplicemente non ha risolto per il momento, ma può risolvere più tardi. 
la differenza fra noi è questa. che siccome tu giocavi al tuo gioco, io ho perso. mentre se io gioco al mio, non perde nessuno.

lunedì 30 aprile 2012

il coraggio non mi manca. è la paura che mi frega (jolly jumper)

ieri mattina ho provato un metodo alternativo per scendere le scale: consiste nel riempirsi di graffi e lividi, spezzarsi un’unghia e rischiare di lasciare vari pezzi di se stessi lungo i gradini. una evidente mancanza di rispetto nei confronti di chi si occupa delle pulizie condominiali, me ne rendo conto.
ieri sera mi sono chinata per prendere una cosa e quando mi sono rialzata ho dato una testata spettacolare contro il muro, tipo che il tonfo deve essere rimbalzato tra le pareti per un bel po’, non lo so perché sono stata rintronata per mezz’ora. poi mi è venuto un dubbio e ho controllato l’oroscopo del mentore del signore degli oroscopi. diceva che devo stare attenta, che venere è entrata in leone, il che mi rende distratta e a rischio incidenti. mi sono ricordata che io venere in leone ce l’ho proprio nel quadro astrale, io è da quando sono nata che ho venere in leone. il che spiega molte cose.
per il resto, fragolina rulez: l’avevo data per spacciata dopo che era rimasta seppellita sotto trenta centimetri di neve, invece è rinata da non si sa dove, è più in forma e arzilla che mai ed è pronta a riprendere i suoi piani per la conquista del pianeta. il geranio, gerundio presente, dopo aver passato le due settimane di neve nella doccia (beh, non sapevo dove altro metterlo) è quadruplicato di volume e ha deciso che lui da grande vuole fare il baobab. gli altri stanno tutti bene. io ho un bozzo in testa, tra le altre cose.
sto elaborando la teoria che gli universi implodano a marzo ed esplodano ad aprile. a maggio, se sopravvivo a venere in leone, vediamo quanto venere riesca ad essere in leone davvero.

giovedì 8 marzo 2012

eclissi

ieri mattina hanno suonato al citofono. ho risposto. una donna mi ha chiesto se secondo me il mondo poteva essere migliore. le ho detto, sì, il mondo sarebbe sicuramente migliore se voi borg la piantaste di citofonare alla gente di prima mattina. o anche in qualsiasi altro orario. lei ha risposto, resistance is futile, you will be assimilated. le ho detto, certo, certo, intanto iniziate a pagare l’ici sui cubi, e ho riattaccato. poi, a dirla tutta, che la resistenza è inutile l’hanno detto prima i dalek, come sa ogni fan del doctor who. tipo l’albero di natale nano. da quando ha visto lo speciale the runaway bride, dove un albero di natale (non nano) spara pallocche rosse natalizie esplosive, ha un nuovo mito e una nuova missione. il che è lievemente preoccupante, visto che vive nel mio soggiorno.
poi sono uscita e ho attraversato il parchetto dei tossici, per incontrare il mio pusher di yogurt al limone. il parchetto dei tossici è pieno di alberi di mimosa, che ieri avevano un’aria alquanto preoccupata. sarei preoccupata anch’io, se fossi un albero di mimosa il 7 marzo, presumo.
stamattina ho finito l’editing dei capitoli fino all’11, e ho osservato preoccupata il 12. è l’ultimo, e mi ha sempre terrorizzata, perché io in effetti le idee chiare sulle ombre mica ce le avevo. fino a mezz’ora fa, quando, non so bene come, credo per gentile intercessione della mia ombra, ho capito. ho capito cosa succede a dicembre, cosa combina l’eclissi, e anche tutto quello che succede dopo. dopo il capitolo 12. direttamente in un altro romanzo. ho anche capito che pretendere di pubblicare un fantasy in italia (pretendere di fare qualsiasi cosa, ormai, in italia, salvo morire di fame) è lievemente demenziale, e che quello che davvero devo fare è farlo tradurre in inglese e spedirlo lì. e poi iniziare a lavorare al seguito, visto che ora è tutto chiaro.
adesso esco e vado a consolare gli alberi di mimosa del parchetto, e mi piazzo lì sotto con un cartello con su scritto, not in my name.