martedì 28 agosto 2012

non sottovalutare le conseguenze dell'amore / 16

finire col non essere mai né abbastanza ubriachi né abbastanza sobri.
per fare cosa, poi.

sabato 11 agosto 2012

non sottovalutare le conseguenze dell'amore / 15

è stato detto, si è innamorati quando l'unica persona che potrebbe consolarci è quella che ci ha fatto del male.
si inizia a rivalutare questa scomodissima faccenda dell'essere innamorati, quando l'unica cosa che potrebbe consolarci è che la persona che ci ha fatto del male venga smolecolarizzata da un raggio vogon.

giovedì 26 luglio 2012

non sottovalutare le conseguenze dell'amore / 14

camminare in salita lungo una strada vuota, accompagnati da un tatuaggio di cui non si ricorda il significato, il momento in cui è stato fatto, il motivo. portarsi addosso la prova che qualcosa è stato perso, e continuare a camminare in salita perché non si può fare altro.

mercoledì 25 luglio 2012

non sottovalutare le conseguenze dell'amore / 13

si impara a ripetere "non importa" come si dice automaticamente grazie, prego, ciao. si sottrae progressivamente senso alle parole finché non ne resta più per nulla; e poi all'improvviso torna tutto insieme, e ci si rende conto che davvero non importa, non importa più.
e ci si sente come quando il salvaschermo passa dalle costellazioni al buio, e si è lontani, si è sdraiati sul divano, non c'è modo né voglia di intervenire, anzi si è grati del buio, della pace, del riposo.

domenica 22 luglio 2012

giovedì 19 luglio 2012

non sottovalutare le conseguenze dell'amore / 11

adorare lost in translation, per quanto quella storia dei giapponesi che parlano per mezz'ora per esprimere un concetto di due parole è vera fino a un certo punto. per esempio, amore-odio loro lo dicono in due sillabe che fanno parola a sé, senza trattini né niente, perché tanto esiste, succede, è normale, e tanto vale farla facile almeno nel dirlo, visto che in tutto il resto è difficilissimo. 
aizou.
愛憎.

mercoledì 18 luglio 2012

non sottovalutare le conseguenze dell'amore / 10

quelle persone, che ogni volta che sembra quasi che il ghiaccio che hanno nel cuore piano piano si vada a squagliare, poi viene fuori che stavano sul titanic.
(è ora di dirlo, comunque: il mio preferito, di sorrentino, è "l'uomo in più").

martedì 17 luglio 2012

non sottovalutare le conseguenze dell'amore / 9

svegliarsi alle 5 di mattina. uscire in terrazzo. apprezzare il fatto che c'è ancora un momento della giornata in cui l'aria è fresca. osservare il rampicante dei vicini del piano di sotto che è salito su un albero ed è arrivato alla ringhiera, si è intrecciato in più punti, si è saldamente legato con i rami alle sbarre e ora vaga per il terrazzo. iniziare, con calma, a disintrecciarlo, ramo per ramo, nodo dopo nodo. procedere con cautela e delicatezza per non rovinare nemmeno una foglia. districare ogni singolo intreccio, per minuti, decine di minuti, mezz'ora, un'ora. riuscire a sciogliere tutto. accompagnare con dolcezza i rami verso il basso. non permettere più a niente di invadere il proprio spazio, di fare forza sul proprio tempo.

lunedì 16 luglio 2012

non sottovalutare le conseguenze dell'amore / 8

per chi non è molto portato a perdonare, il perdono è più una questione quantitativa che qualitativa. non è tanto il valutare chi ha fatto cosa e perché, ma l'essere consapevoli che periodicamente si ha a disposizione una certa dose di capacità di perdono, e quella deve bastare per tutto. così, se si sta aspettando di poter perdonare qualcuno, tutto il resto viene annullato; tutti gli altri, qualsiasi cosa sia successa, grandi liti e piccole incomprensioni, reazioni sbagliate e nervosismi momentanei, vengono condannati senza processo. inezie sacrificabili. danni collaterali.

domenica 15 luglio 2012

non sottovalutare le conseguenze dell'amore / 7

tra le persone non è solo questione di tempi, ma anche di modi. due imperativi avranno difficoltà ad armonizzarsi, i modi finiti non sempre si comprendono con i modi infiniti. in una coppia in cui una persona è un indicativo, e una un condizionale, si può comunque arrivare al punto in cui entrambi diventano imperativi. e l'unica è mettersi in stand-by, da una parte come infinito, dall'altra come gerundio.